podo chirurgia

Nel Nostro Centro Podoiatrico si effettuano VISITE PER LA CHIRURGIA DEL PIEDE
Con TECNICHE ESCLUSIVE di MINIMA INCISIONE & in ANESTESIA LOCALE!

Per la risoluzione di:
- UNGHIE INCARNITE
- VERRUCHE PLANTARI
- CALLI E IPERCHERATOSI

Per la correzione di:
- ALLUCE VALGO
- DITA A MARTELLO

Per l’asportazione di:
- NEUROMI DI MORTON
- MORBO DI HAGLUND

CHE COSA SONO GLI INTERVENTI DI MINIMA INCISIONE

Le tecniche di minima incisione (TMI) hanno avuto sviluppo negli ultimi 20 anni con l’affermarsi delle attività podiatriche ed in particolare di quelle ambulatoriali.
Questo sviluppo è stato reso possibile dal perfezionamento dello strumentario chirurgico ed è riuscito ad offrire una risposta valida alla necessità crescente del paziente di evitare la degenza e ritornare nel suo ambiente prima possibile, riducendo quindi non soltanto i costi, ma anche lo stress psichico.
Il trauma a livello dei tessuti molli è minore rispetto alle tecniche tradizionali “in open”, quindi di minore entità saranno l’edema ed il dolore postoperatorio con una deambulazione precoce.
Inoltre, queste procedure conservative vengono eseguite in anestesia locale o regionale, la meno traumatica per il paziente e la più sicura, che permette un ottimo controllo del dolore non solo durante l’intervento, ma anche nel periodo immediatamente postoperatorio.
Numerose sono le patologie del piede dove le TMI rappresentano una terapia chirurgica efficace:

  • Onicectomia parziale con matricectomia (unghia incarnita)
  • Esostectomia per Helomi (rimozione calli molli o duri)
  • Esostosi sub ungueali
  • Tenotomia dei tendini estensori e flessori delle dita in pazienti con dita a martello non rigide e contrattura degli estensori

MATRICECTOMIA PARZIALE CON FENOLO

L'unghia incarnita è una patologia frequente, spesso bilaterale e simmetrica, che colpisce prevalentemente (ma non esclusivamente) l'alluce. Il bordo ungueale penetra nelle parti molli adiacenti rompendole e causando una reazione infiammatoria spesso molto dolorosa.

Per quanto riguarda l'eziologia, il fattore fondamentale è quello meccanico e in particolare la forma particolare individuale dell'unghia (unghia troppo ricurva, unghia a ventaglio), oppure un alluce valgo, un dito troppo lungo, un piede piatto valgo, traumi sull’unghia, calzatura inadeguata, ecc.

Si distinguono, a seconda della gravità, 3 gradi di incarnimento:

  • I° grado: infiammazione della piega ungueale laterale con dolore ed essudazione talvolta purulenta.
  • II° grado: formazione di tessuto di granulazione facilmente sanguinante che dal solco ungueale protrude a ricoprire parzialmente la lamina. Persiste dolore che interferisce con la deambulazione e le attività sportive.
  • III° grado: il tessuto di granulazione va incontro a riepitelizzazione con formazione di un cuscinetto che ricopre la lamina.

Nell’unghia incarnita semplice di 1° grado, l’intervento di un Podologo è molto utile in quanto l’asportazione della spicula e un trattamento non invasivo con medicazioni ad hoc può portare a guarigione senza necessità di intervento chirurgico.

Se l’incarnimento è grave come nel 2° e 3° grado, cioè la piega laterale è molto infiammata, sanguina vi è secrezione purulenta è necessario asportare definitivamente la porzione di matrice che da origine alla parte laterale della lamina fino al corno laterale della matrice. Questa porzione di matrice è situata in profondità e lateralmente nella falange per cui non viene distrutta se ci si limita a estrarre chirurgicamente l’unghia malata.
Questo spiega perché gli interventi di avulsione dell’unghia oltre ad essere dolorosi e invalidanti ma non risolvono mai definitivamente il

Il migliore trattamento dell’unghia incarnita grave, cioè di un'unghia cioè che non è più possibile curare con la terapia podologica incruenta e che necessita di un intervento risolutivo, è la fenolizzazione, che è un intervento podoiatrico effettuato ambulatorialmente in anestesia locale della durata complessiva di massimo 15 minuti.
Con questo intervento si utilizza il fenolo al fine di distruggere chimicamente la matrice laterale dell’unghia.

Il fenolo ha diverse proprietà che lo rendono “insostituibile” per questo tipo di intervento:

  • ha proprietà antisettiche, quindi evita la comparsa di infezioni e non rende necessaria la terapia antibiotica dopo l’intervento,
  • ha proprietà anestetiche e quindi fa si che il post-operatorio non sia doloroso,
  • ha proprietà cicatrizzanti per cui dopo 2-4 settimane dall’intervento il dito è in genere completamente guarito.

Unica Controindicazione a questo tipo di intervento sono i disturbi circolatori gravi.

La fenolizzazione ha il vantaggio di produrre ottimi risultati estetici, di essere scarsamente invalidante e dolorosa e di avere ottime probabilità di successo definitivo (più del 95%).

Non ultimo vantaggio di questa tecnica è la sua relativa economicità rispetto a trattamenti più invasivi e costosi quali ad esempio la resezione chirurgica con il laser.

Per questo tipo di trattamento è opportuno rivolgersi SOLO ad un Podologo Podiatra specializzato.

ESOSTECTOMIE

A. HELOMA DURUM (callo duro)
Nella clinica podiatrica, l’heloma durum  è una patologia molto frequente. Si tratta di una lesione ipercheratosica, solitamente riscontrata sul 5° dito, ma può interessare anche il 2°, 3°, 4° dito o addirittura l’alluce.

B. HELOMA MOLLE (callo molle)
Gli helomi molli sono lesioni ipercheratosiche interdigitali . L’attrito tra le dita interessate e l’umidità presente nella zona sono fattori che possono determinare l’ulcerazione e l’infezione di queste lesioni e di conseguenza un intensa sintomatologia algica. L’eziologia è solitamente legata alla presenza di esostosi sottostanti.

Trattamento
Il trattamento chirurgico consiste nella rimozione della prominenza ossea che provoca l’irritazione delle parti molli, con una risoluzione radicale della patologia.
La tecnica di minima incisione è particolarmente indicata per questo tipo di patologia e viene eseguita ambulatorialmente, in anestesia locale.
La durata dell'intervento è di 5 min. circa.
Postoperatorio:
il carico è immediato, le calzature normali si possono indossare dopo 15 giorni.

C. ESOSTOSI SUBUNGUEALI
L’esostosi subungueale è una patologia legata alla presenza di una prominenza ossea della falange distale del dito. Di solito, a livello dell’alluce è secondaria ad un alluce rigido per elevazione del 1° raggio, abbassamento della falange prossimale ed elevazione di compenso di quella distale.
Postoperatorio: si consente carico immediato con calzatura postoperatoria. Dopo 15 giorni dall’intervento si possono indossare calzature normali.

TENOTOMIA DEI TENDINI ESTENSORI DITA

Indicazioni: dita a martello non rigide, deviazione laterale delle dita.
Procedura chirurgica
Previo anestesia locale, il paziente viene invitato a dorsiflettere le dita, contraendo in questo modo i tendini estensori. Con una lama da 15 si esegue un’incisione medialmente o lateralmente al tendine.
Postoperatorio: non sono necessari punti di sutura, al paziente viene applicata una fasciatura compressiva per 24-48 h.. Si consente carico immediato con calzatura postoperatoria e dopo 15 giorni dall’intervento si possono indossare calzature normali.

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